GIORNATA INTERNAZIONALE PER L’ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA SULLE DONNE

25 novembre 2020 – Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Riflessione di Agnese Zaccaria – 1B

Il 25 Novembre di ogni anno si celebra, in tutto il mondo, la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne. Questa giornata viene commemorata proprio il 25 Novembre, perché in quel giorno dell’anno 1960, le tre sorelle Mirabal furono violentate, torturate e massacrate. Questa data, decisa da un incontro di donne latinoamericane e dei Caraibi che si tenne a Bogotà nel 1981, fu ufficializzata dall’Assemblea Generale dell’ONU.

Questa giornata, secondo me, non dovrebbe avere ragione di esistere in quanto noi donne non dovremmo come purtroppo, quotidianamente accade, in ogni parte del mondo , essere violentate, torturate e massacrate.

In alcuni casi , si può denotare una mancanza di rispetto nei confronti delle donne; queste vengono infatti, sottovalutate o addirittura, trattate come fossero dei rifiuti, senza alcuna dignità. E’ proprio per questo che al giorno d’oggi sono nati diversi centri antiviolenza a cui ogni donna, può in caso di necessità, fare riferimento.

Tutto ciò, il più delle volte, accade all’interno di una situazione “affettiva” anche se , in questo caso , è improprio parlare di affetto perché è necessario sottolineare che là dove c’è violenza nei confronti di una donna, non c’è amore. Tante volte le donne vengono incoscientemente ”manipolate” dal proprio uomo fino a che le stesse non riescono più a capire la differenza tra l’esserne complice o vittima. La violenza dunque, il più delle volte, nasce nella coppia, nella relazione d’amore tra due persone che da parte dell’uomo spesso, diventa un desiderio ossessivo di possesso, il quale con il passare del tempo può sfociare in situazioni di estrema follia e violenza, quali il femminicidio.

Noi donne in tante circostanze non sappiamo farci rispettare, non sappiamo farci valere, così abusano di noi.

Gli atti violenti non sono solo fisici, ma anche verbali , psicologici e spesso, fanno ancora peggio di uno schiaffo ed è perciò che dobbiamo REAGIRE, PARLARE, DENUNCIARE , NON dobbiamo TACERE.

Quindi al primo pugno sferrato contro un muro o su un tavolo o a qualche parola che ci offende nella nostra dignità, non dobbiamo subire passivamente, ma dobbiamo SCAPPARE, GRIDARE, COMUNICARE, perché quel gesto, quella parola è il primo segnale, più o meno piccolo, di violenza.

Agnese Zaccaria Cl IB

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